La VJ Edizioni è lieta di annunciare la pubblicazione – in collaborazione con La biblioteca della follia (data di uscita 10 ottobre 2026) – del romanzo di Tatjana Đorđević su una figura straordinaria della cultura mondiale, vittima dell’orrore dell’Assedio di Sarajevo. Aida Buturović è stata inserita nell’Enciclopedia dei Giusti per il patrimonio culturale dall’associazione Gariwo.
Sarajevo, agosto 1992. Da mesi la città è sotto assedio quando, nella notte tra il 25 e il 26 agosto, le fiamme avvolgono la Vijećnica, sede della Biblioteca nazionale e universitaria della Bosnia-Erzegovina. Quasi due milioni di libri, manoscritti e documenti vengono divorati dal fuoco.Tra quelle mura c’è anche Aida Buturović, giovane bibliotecaria che ha scelto di restare nella sua città, accanto alla sua famiglia e ai suoi libri, mentre il mondo nel quale è cresciuta si sgretola sotto le bombe.Ma la storia di Aida non comincia quella notte. È la storia di una giovane donna colta e appassionata, dei suoi libri, dei suoi amori e delle sue amicizie. È anche la storia della Sarajevo in cui è cresciuta: una città fatta di incontri, differenze e appartenenze intrecciate, che la guerra trasforma improvvisamente in un luogo di assedio, paura e morte.Aida è il ritratto di una donna e di una città, ma è soprattutto una storia sulla memoria e su ciò che sopravvive ai tentativi di cancellarla. Perché bruciare una biblioteca non significa distruggere soltanto dei libri. Significa cercare di cancellare la memoria di un popolo.
Tatjana Đorđević è giornalista, scrittrice e documentarista. Collabora con La Stampa, GariwoMag, Aspenia Online e il settimanale croato Novosti. È ambasciatrice della Fondazione Gariwo. Per molti anni ha collaborato con Al Jazeera Balkans e BBC News, occupandosi in particolare di politica, società, diritti umani e memoria nei Balcani.
Dal 2024 al marzo 2026 è stata Consigliera Delegata dell’Associazione Stampa Estera di Milano.
È autrice di Il Pioniere (2021) e Il vento da Est (2024), libri nei quali ha esplorato i temi dell’identità, della memoria e delle trasformazioni sociali e politiche dell’Europa sud-orientale.
Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti giornalistici e cinematografici, tra cui l’INTERFER Golden NIKE Award 2021, il Premio Giornalistico Internazionale Cristiana Matano 2023 e una menzione speciale al Caserta History Film Festival.
Il suo ultimo documentario, di cui è co-autrice, Zemlja – La terra che ricorda, la terra che dimentica, indaga il modo in cui la guerra in Bosnia ed Erzegovina viene raccontata nelle scuole a trent’anni dalla sua conclusione. Attraverso le voci di insegnanti, studenti e studiosi, il film esplora il rapporto tra memoria,
educazione e riconciliazione nelle società post-belliche, interrogandosi su come la trasmissione del passato contribuisca a formare le nuove generazioni.

